Da quando ha trionfato l’ipotesi eliocentrica su quella geocentrica, ha prevalso il principio copernicano, ossia, il semplice fatto che non abbiamo nulla di speciale. Se questo principio fosse un principio universale, certo, allora potremmo pensare che l’Universo è pieno di terre, ed anche che queste terre siano abitate da esseri viventi. Ora, i risultati delle ricerche astronomiche degli ultimi decenni ci dicono che effettivamente l’Universo è pieno di pianeti, che fra di essi, in minoranza, ci sono terre, ma la conclusione che su di esse ci siano esseri viventi, magari evoluti come o più di noi, non poggia su nulla. Per arrivare a questa conclusione dovremmo dimostrare in laboratorio che la vita si origina facilmente, ma non ci siamo riusciti, oppure trovare pianeti sui quali esiste la vita. Oggi la nostra posizione può oscillare tra quelle di de Duve e Monod senza rischio di sbagliarci. L’origine della vita è possibile in primo luogo se esiste una fonte di energia, ossia un ambiente fuori dall’equilibrio termodinamico. La vita sulla Terra è dovuta alla luce solare che catturata da forme viventi dà luogo ad uno squilibrio chimico in quelle forme viventi e che origina la catena alimentare. Ma ci sono organismi che possono vivere anche in forte carenza di energia solare, come negli ambienti delle fumarole nere che abbiamo descritto nel Cap. 4. L’energia legata al vulcanismo o alla tettonica a zolle sono altre fonti di energia per la vita. Ovunque ci sia una mancanza di equilibrio da questo si genera un flusso di energia che gli esseri viventi abilmente usano e dissipano. La complessità della vita sulla Terra si è basata sulla riproduzione che ha innescato l’evoluzione per selezione naturale. Alla base c’è quindi l’esistenza degli individui che interagiscono tra di loro, e gli individui esistono perché durante l’evoluzione si è sviluppata la cellularizzazione, ossia il fatto che l’individuo è composto di cellule. La vita che esiste sulla Terra è basata su questi due pilastri: l’esistenza di squilibri termodinamici e la cellularizzazione, e l’elemento su quale poggia tutto è la chimica del carbonio. Supponendo che esista vita nell’Universo, ci si potrebbe chiedere se possa esistere una vita che si basi su altri pilastri, una vita ad esempio non basata sul carbonio e sull’acqua. La vita necessita di elementi che possano dar luogo a molecole grandi, alcune delle quali siano in grado di immagazzinare informazione, quali l’RNA ed il DNA. La prima condizione per una vita oltre il carbonio è che l’elemento su cui la vita è basata sia abbastanza abbondante e che sia in grado di creare molecole complesse e stabili. In natura sono presenti 91 elementi, e tra di questi quelli che potrebbero avere un ruolo nella formazione della vita, devono essere stabili e riuscire a formare almeno tre legami covalenti, ossia legami chimici in cui due atomi mettono in comune delle coppie di elettroni. Due legami sono necessari perché l’elemento possa formare legami con se stesso ed altri elementi e formare lunghe catene o anelli. I restanti legami servono a potersi legare con altri elementi e creare strutture capaci di veicolare informazione. Gli elementi che soddisfano questi requisiti sono: gli elementi che formano tre legami: boro, azoto, fosforo, arsenico, e antimonio; gli elementi che formano quattro legami: carbonio, silicio, germanio, e stagno. Come detto ne serve pure una buona quantità, e nell’Universo, tra questi i più abbondanti sono il carbonio, l’azoto ed il silicio. Tra questi tre il carbonio è quello che ha la maggior capacità di formare legami (covalenti) con se stesso e con altri elementi e formare catene stabili e lunghe (e.g., proteine, acidi nucleici). Inoltre gli acidi nucleici possiedono una sorta di scheletro con cariche negative che respingendosi fanno si che esso si mantenga disteso, cosicché il cambiamento nei nucleotidi non influisca sulla struttura del DNA. Invece, le proteine non hanno cariche in modo da potersi ripiegare. Queste caratteristiche dovrebbero essere rispettate anche da un tipo di vita basato su elementi diversi dal carbonio.

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Sciovinismo del carbonio?

  • Antonino Del Popolo

摘要

Da quando ha trionfato l’ipotesi eliocentrica su quella geocentrica, ha prevalso il principio copernicano, ossia, il semplice fatto che non abbiamo nulla di speciale. Se questo principio fosse un principio universale, certo, allora potremmo pensare che l’Universo è pieno di terre, ed anche che queste terre siano abitate da esseri viventi. Ora, i risultati delle ricerche astronomiche degli ultimi decenni ci dicono che effettivamente l’Universo è pieno di pianeti, che fra di essi, in minoranza, ci sono terre, ma la conclusione che su di esse ci siano esseri viventi, magari evoluti come o più di noi, non poggia su nulla. Per arrivare a questa conclusione dovremmo dimostrare in laboratorio che la vita si origina facilmente, ma non ci siamo riusciti, oppure trovare pianeti sui quali esiste la vita. Oggi la nostra posizione può oscillare tra quelle di de Duve e Monod senza rischio di sbagliarci. L’origine della vita è possibile in primo luogo se esiste una fonte di energia, ossia un ambiente fuori dall’equilibrio termodinamico. La vita sulla Terra è dovuta alla luce solare che catturata da forme viventi dà luogo ad uno squilibrio chimico in quelle forme viventi e che origina la catena alimentare. Ma ci sono organismi che possono vivere anche in forte carenza di energia solare, come negli ambienti delle fumarole nere che abbiamo descritto nel Cap. 4. L’energia legata al vulcanismo o alla tettonica a zolle sono altre fonti di energia per la vita. Ovunque ci sia una mancanza di equilibrio da questo si genera un flusso di energia che gli esseri viventi abilmente usano e dissipano. La complessità della vita sulla Terra si è basata sulla riproduzione che ha innescato l’evoluzione per selezione naturale. Alla base c’è quindi l’esistenza degli individui che interagiscono tra di loro, e gli individui esistono perché durante l’evoluzione si è sviluppata la cellularizzazione, ossia il fatto che l’individuo è composto di cellule. La vita che esiste sulla Terra è basata su questi due pilastri: l’esistenza di squilibri termodinamici e la cellularizzazione, e l’elemento su quale poggia tutto è la chimica del carbonio. Supponendo che esista vita nell’Universo, ci si potrebbe chiedere se possa esistere una vita che si basi su altri pilastri, una vita ad esempio non basata sul carbonio e sull’acqua. La vita necessita di elementi che possano dar luogo a molecole grandi, alcune delle quali siano in grado di immagazzinare informazione, quali l’RNA ed il DNA. La prima condizione per una vita oltre il carbonio è che l’elemento su cui la vita è basata sia abbastanza abbondante e che sia in grado di creare molecole complesse e stabili. In natura sono presenti 91 elementi, e tra di questi quelli che potrebbero avere un ruolo nella formazione della vita, devono essere stabili e riuscire a formare almeno tre legami covalenti, ossia legami chimici in cui due atomi mettono in comune delle coppie di elettroni. Due legami sono necessari perché l’elemento possa formare legami con se stesso ed altri elementi e formare lunghe catene o anelli. I restanti legami servono a potersi legare con altri elementi e creare strutture capaci di veicolare informazione. Gli elementi che soddisfano questi requisiti sono: gli elementi che formano tre legami: boro, azoto, fosforo, arsenico, e antimonio; gli elementi che formano quattro legami: carbonio, silicio, germanio, e stagno. Come detto ne serve pure una buona quantità, e nell’Universo, tra questi i più abbondanti sono il carbonio, l’azoto ed il silicio. Tra questi tre il carbonio è quello che ha la maggior capacità di formare legami (covalenti) con se stesso e con altri elementi e formare catene stabili e lunghe (e.g., proteine, acidi nucleici). Inoltre gli acidi nucleici possiedono una sorta di scheletro con cariche negative che respingendosi fanno si che esso si mantenga disteso, cosicché il cambiamento nei nucleotidi non influisca sulla struttura del DNA. Invece, le proteine non hanno cariche in modo da potersi ripiegare. Queste caratteristiche dovrebbero essere rispettate anche da un tipo di vita basato su elementi diversi dal carbonio.