L’origine della vita e la sua possibile occorrenza al di fuori del nostro pianeta costituiscono una delle sfide più appassionanti della scienza moderna. Non si tratta semplicemente di dover formulare un’ipotesi consistente sul passaggio dal non vivente al vivente, che già di per sé è un problema, ma anche di poter valutare la possibilità che tale processo possa realizzarsi altrove nell’Universo e con quale probabilità. Molte ipotesi e teorie sull’origine della vita sono state formulate in passato. Tuttavia, attualmente la più nota e accreditata è quella del biochimico britannico Nick Lane. Egli è partito dall’idea che tutti i viventi possiedono sei specifiche caratteristiche: una fonte di carbonio 1) e di energia (uguale o diversa dalla prima) per alimentare i processi metabolici (cioè tutti i processi di crescita e di funzionamento dell’organismo) 2), catalizzatori (molecole specifiche con compiti definiti) appropriati per favorire le reazioni chimiche 3), la possibilità di rigettare all’esterno i rifiuti (cioè, i prodotti nocivi dei processi cellulari) 4), una compartimentalizzazione (la separazione tra l’interno e l’esterno) 5) e, infine, la presenza di materiale ereditario 6). È facile riconoscere, in queste attività, quelle basilari di una semplice cellula di tipo procariotico (senza nucleo né organelli); un batterio, per esempio.

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4° Drake: il passaggio dal non vivente al vivente

  • Eugenio Mieli,
  • Andrea Maria Francesco Valli,
  • Claudio Maccone

摘要

L’origine della vita e la sua possibile occorrenza al di fuori del nostro pianeta costituiscono una delle sfide più appassionanti della scienza moderna. Non si tratta semplicemente di dover formulare un’ipotesi consistente sul passaggio dal non vivente al vivente, che già di per sé è un problema, ma anche di poter valutare la possibilità che tale processo possa realizzarsi altrove nell’Universo e con quale probabilità. Molte ipotesi e teorie sull’origine della vita sono state formulate in passato. Tuttavia, attualmente la più nota e accreditata è quella del biochimico britannico Nick Lane. Egli è partito dall’idea che tutti i viventi possiedono sei specifiche caratteristiche: una fonte di carbonio 1) e di energia (uguale o diversa dalla prima) per alimentare i processi metabolici (cioè tutti i processi di crescita e di funzionamento dell’organismo) 2), catalizzatori (molecole specifiche con compiti definiti) appropriati per favorire le reazioni chimiche 3), la possibilità di rigettare all’esterno i rifiuti (cioè, i prodotti nocivi dei processi cellulari) 4), una compartimentalizzazione (la separazione tra l’interno e l’esterno) 5) e, infine, la presenza di materiale ereditario 6). È facile riconoscere, in queste attività, quelle basilari di una semplice cellula di tipo procariotico (senza nucleo né organelli); un batterio, per esempio.